Dolore al collo: diffusione, cause, sintomi e terapie

INTRODUZIONE

Non è facile calcolare quante persone hanno avuto o avranno episodi di dolore al collo, proprio perché si tratta di una situazione molto comune per la quale spesso non si ricorre dallo specialista. Tuttavia, alcune associazioni hanno cercato di studiare la frequenza dei dolori al collo nella popolazione. L’americana United States Joint and Bone Initiative ha calcolato che negli Stati Uniti, nel 2010, il dolore al collo ha prodotto l’1,3% delle visite mediche e ospedaliere del Paese.

Studi recenti riferiscono che circa una persona su due avrà episodi di dolore al collo nel corso della vita e che ogni anno circa il 15% della gente va incontro a tale problematica. Una stima che sembra non rispettare la realtà dei fatti.

Lo sai che…

Le malattie muscolo-scheletriche (mal di collo, di schiena, artrosi…) rappresentano una delle cause più frequenti di assenza dal lavoro, specialmente per chi è preposto allo spostamento di carichi o chi sosta a lungo nella stessa postura. In particolare coloro che lavorano molto tempo al computer. Ci sono semplici suggerimenti da seguire, a partire dalle pause ogni mezz’ora in cui ci si muove. Le passeggiate in ufficio sono brevi ma utilissime.

All’origine del dolore del collo, di solito, ci sono dei problemi a livello delle articolazioni vertebrali. Tra una vertebra l’altra ci sono dei cuscinetti morbidi di cartilagine che possono assottigliarsi negli anni (artrosi). I due anelli vanno così incontro a uno sfregamento che irrita nervi o muscoli. I cuscinetti intervertebrali possono essere male allineati (scoliosi) o sporgere in modo anomalo (ernia del disco) andando a comprimere i muscoli e i nervi.

Altre cause molto frequenti sono i problemi muscolari o dei legamenti in seguito a traumi acuti (il classico colpo di frusta dell’incidente in auto) o cronici (vita sedentaria, postura sbagliata alla scrivania, computer, guida). Queste situazioni hanno, generalmente, un esito positivo, al più si risolvono con trattamenti fisioterapici o rieducazione in acqua.

La cervicalgia può manifestarsi per uno sforzo non adeguato o per un carico eccessivo (borse, zaini pesanti) o dall’eccessiva tensione muscolo scheletrica causata da ansia o stress. Nella maggior parte dei casi si riscontra una lieve alterazione delle strutture nella regione delle prime vertebre della colonna (muscoli, legamenti, dischi intervertebrali e articolazioni posteriori).

La contrattura muscolare, all’origine del torcicollo, può essere dovuta a moltissime cause, molto diverse tra loro e spesso difficili da individuare. Contrariamente a quanto si tende a pensare, il freddo o i colpi d’aria non sono i principali fattori del disturbo, ma ne facilitano la comparsa. La contrattura dolorosa può essere dovuta a un’infiammazione o alle conseguenze di un trauma alle articolazioni vertebrali, in altri casi ancora, la causa può essere una vera e propria patologia articolare, come l’ernia del disco a livello cervicale.
Molto probabilmente, però, la causa più frequente, anche per il torcicollo, è una posizione scorretta mantenuta a lungo, per esempio durante il lavoro, che sovraccarica il tratto cervicale e causa dolori ricorrenti.

SINTOMI

Generalmente il dolore al collo, per problemi di muscoli o legamenti, non è fortissimo e può estendersi alla testa e alle spalle, ma difficilmente va oltre. Si manifesta in modo acuto al risveglio o quando si devono compiere dei movimenti, mentre a riposo è meno forte. Se il dolore è dovuto ad alterazioni delle articolazioni vertebrali, in genere, non è fortissimo. Un’attività moderata e il calore possono alleviare il sintomo. Possono comparire vertigini, ronzii, nausea e formicolii alle braccia nel caso in cui ci sia un problema alle articolazioni intervertebrali che comprimono o irritano i nervi (artrosi, ernie). Nella forma cervico-brachiale, il dolore si irradia al braccio e perfino alla mano. In alcuni casi il sintomo può interessare anche entrambi gli arti superiori (bilaterale) e persistere durante alcuni movimenti. Questo disturbo è di solito aggravato quando si assume una posizione distesa sulla schiena (supina) e attenuato da altre posizioni, come quella con le mani dietro la nuca. Nella forma cronica, il dolore cervicale in genere compare gradualmente e si presenta in seguito al mantenimento di una postura sbagliata per un tempo prolungato (ore). È tipico al risveglio o dopo che si è stati seduti alla scrivania o davanti a un computer. Il torcicollo si caratterizza per la presenza di uno spasmo dei muscoli del collo. Il dolore può acuirsi se si prova a muovere il collo, per la possibile compressione delle radici dei nervi del collo dovuta allo spasmo muscolare che induce ulteriore dolore. Il collo è rigido e la mobilità limitata. Spesso, la spalla, dalla parte del lato in cui c’è il problema, è sollevata.Possono manifestarsi anche mal di testa, tremori e, in alcuni casi, nausea. Raramente, ci possono essere vertigini, ronzii auricolare, agitazione e lieve confusione mentale. Alcuni sintomi possono far sospettare una situazione più grave: qualora annotiate un dolore molto intenso nella parte anteriore del collo o che tenda a permanere di notte e si estenda anche ad altre parti del corpo oppure associ ad altri sintomi come febbre, perdita di forza, insensibilità o, ancora, se di recente avete avuto un trauma fisico, rivolgetevi al medico per una valutazione più approfondita.

TERAPIE E RIMEDI

La scelta del rimedio alla cervicalgia è molto soggettiva perché dipende dalla sensibilità di ciascuno e anche dall’origine del dolore. In generale, quando c’è una forte tensione muscolare, è utile il caldo che rilassa la muscolatura; il freddo, d’altra parte, riduce l’infiammazione e quindi anche il dolore.

Anche se, per non provare dolore, per istinto, si preferirebbe mantenere immobile il collo, è meglio provare a muoverlo delicatamente continuando a svolgere, nei limiti del possibile, le attività quotidiane. L’immobilità infatti riduce il dolore al momento, ma con l’andare del tempo, a causa di questa condizione forzata, la muscolatura tende irrigidirsi, causando più dolore. Inoltre è importante mantenere il collo in una postura corretta ed evitare, di portarlo a lungo in posizioni che possono irritare i muscoli (ad esempio stare con la testa piegata all’indietro per guardare verso l’alto). II dolore cervicale è soltanto un sintomo. La diagnosi è quindi fondamentale per definire il tipo di terapia più adeguato. A volte può infatti bastare l’assunzione di farmaci analgesici (come lo è il paracetamolo), e antinfiammatori non steroidei (FANS) di uso comune (ibuprofene, ketoprofene..). Nel caso del colpo di frusta può essere indicato l’uso di un collare, ma l’utilità questa misura è stata recentemente messa in discussione perché, in base alle ultime evidenze scientifiche, si ottengono risultati migliori restituendo precocemente una certa mobilità della parte lesa, invece di mantenerla troppo a riposo.

E’ meglio ricorrere al consiglio dello specialista,una terapia fisica a base di esercizi è spesso risolutiva, ma deve essere a cura di persone competenti che ti assistano nel percoso e nella seguenza di esercizi antalgici.
Risolta la fase acuta è utile allungare i muscoli contratti e recuperare la forza muscolare. Le manovre per ripristinare la mobilità non sono da farsi in fase acuta perché scatenerebbero il dolore e le vertigini.

In alcuni casi, infine, anche se raramente, può essere necessario un intervento chirurgico. Nelle forme cervico-brachiali ad esempio, la radice nervosa o del midollo spinale potrebbero essere compromessi al punto da richiedere l’intervento di un neurochirurgico. Nella fase acuta, la prima cosa da fare è alleviare il dolore.

PREVENZIONE

Nella maggioranza dei casi, la cervicalgia è dovuta a problemi posturali per abitudini, anche lavorative che, se non vengono cambiate, possono scatenare nuovi episodi dolorosi.
Ci sono alcune semplici misure indispensabili per prevenire altri attacchi. Innanzitutto si devono controllare le proprie posture e correggere quelle scorrette. Se si trascorrono molte ore alla scrivania, di fronte al computer è consigliato fare in modo che lo schermo sia a non meno di 50 cm di distanza dal viso e all’altezza degli occhi, in modo che la testa rimanga dritta. Il mouse deve essere vicino alla tastiera. Entrambi dovrebbero essere impiegati tenendo appoggiati gli avambracci alla scrivania.

Anche la posizione delle gambe è importante.
Caviglie e ginocchia dovrebbero formare angoli di 90 gradi e i piedi essere bene appoggiati a terra. Almeno ogni mezz’ora, ci si dovrebbe alzare e fare qualche passo, ne beneficerà tutto l’apparato muscolo scheletrico, soprattutto la schiena. A prescindere dall’attività svolta, dedicare qualche minuto ogni giorno per fare degli esercizi di stretching, per allungare la muscolatura del collo e di tutta la schiena, un investimento in salute semplice, ma molto efficace.

Nel caso di un colpo di frusta, qualche disturbo al collo potrebbe richiedere tempi più lunghi, anche anni, per risolversi del tutto. La prevenzione diventa quindi fondamentale, evitando soprattutto di mantenere il collo in posizioni fisse e a lungo. Particolarmente utile è la pratica regolare di un’attività fisica che preveda l’uso degli arti superiori, in modo che la muscolatura, tonica, difenda meglio il collo da eventuali sollecitazioni.
In realtà, dopo un episodio, il collo diventa più suscettibile a questo disturbo che può quindi ripresentarsi più facilmente, se non si interviene sullo stile di vita. Anche in questo caso, una volta che, grazie per esempio agli specialisti , si è risolto il problema, è consigliato di svolgere un’attività fisica regolare che coinvolga tutta la parte superiore del tronco e a prestare attenzione alle posture quotidiane. Alcuni consigli pratici possono essere di grande aiuto per prevenire la cervicalgia.

Oltre a seguire le indicazioni già indicate per chi lavora molte ore al computer, ci sono delle abitudini utili per chi guida per lungo tempo. In queste persone i muscoli del collo devono continuamente bilanciare i microspostamenti provocati da scossoni e vibrazioni. È importante che il sedile dell’auto sia dritto e in una posizione che consenta di tenere le braccia piegate comodamente appoggiate sul volante. Ogni due –tre ore è quindi meglio fare una pausa. Durante il sonno è bene utilizzare un cuscino che non costringa la testa in una posizione innaturale o fastidiosa.

Dott.ssa Ilaria Brunamonti